Non ha pendenza, non ha tornanti, non ha un cartello che ti dica quanto manca. Ma la stai facendo da mesi, e lo sai.
Ti hanno insegnato a stringere i denti. Nessuno ti ha mai insegnato a cambiare rapporto.
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Non sono un campione né un atleta professionista. Sono uno che ha trovato nella pedalata un modo per stare al mondo.
Ho perso mio padre. Sono caduto. Sono rimasto fermo due mesi, e in quei due mesi il corpo guariva mentre la mente andava in un’altra direzione. Poi, lentamente, con aiuto, e con una bicicletta, sono tornato a pedalare.
Da quella strada è nato questo libro: quattordici capitoli che partono da una cosa che chi pedala conosce nel corpo — la foratura, il vento in faccia, pedalare da soli, la manutenzione — e la trasformano in qualcosa che funziona anche quando scendi di sella.
Il libro segue il profilo di un’uscita: si parte sempre da un peso, si passa sempre attraverso una resistenza, si arriva sempre a una forma nuova di equilibrio.
Il rapporto giusto, guardare la ruota davanti, la foratura, le strade bianche, il muro.
Stare a ruota, il vento in faccia, pedalare da soli, i Gorilla.
La cadenza giusta, la pulizia della traiettoria, la manutenzione, la discesa, il traguardo.
Serve solo essere a metà di una salita e non sapere se ce la fai.
Te le mando subito in PDF.
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